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Dermatite atopica: che fare se Fido si gratta
Di Oscar Grazioli da tiscali animali
Con la primavera, anche se effettivamente il vero volto della dolce stagione fatica a mostrarsi, notoriamente la vita, rallentata dalla stagione invernale, riprende a fluire. La terra è pervasa da una sferzata di energia, la linfa alimenta più facilmente le piante che cominciano a fiorire e inizia la stagione dei pollini, come sa bene chi è allergico a certe essenze vegetali.
Problemi diversi per umani e animali - La cosiddetta dermatite atopica è una malattia della pelle che si contraddistingue di solito per il prurito intenso e colpisce anche il cane e il gatto, forse con maggiore frequenza rispetto all'uomo, dove si vedono più facilmente le forme allergiche cosiddette "da fieno", caratterizzate da fastidiose giornate di starnuti e congiuntiviti, spesso resistenti ai comuni trattamenti antistaminici.
Muso, orecchie e polpastrelli a rischio - La dermatite atopica, come espresso già nel termine "dermatite" è un'infiammazione della pelle che spesso colpisce distretti del corpo ben precisi (muso, orecchie, pieghe, polpastrelli) con una dominante caratterizzata da un prurito che può talvolta diventare talmente invasivo da causare delle vere e proprie lesioni da autograttamento.
Meglio intervenire per tempo - Ci sono cani e gatti, colpiti da questa malattia, che con le unghie e i denti, si strappano letteralmente brandelli di carne, lasciando tracce di sangue sui cuscini, sui divani e sul pavimento. Senza voler fare del "terrorismo medico", si tratta ovviamente di forme rare, ma soprattutto diagnosticate con molto ritardo e spesso curate dopo che il prurito ha raggiunto soglie spaventose.
Le cause - Di solito, nei casi più complicati, non sono soltanto i pollini a scatenare il prurito, ma si associano altri fattori, quali allergie alimentari e soprattutto parassiti. Per quanto sia stata data forse eccessiva importanza agli alimenti (quando uno si gratta di solito ci va di mezzo o il fegato o qualcosa che ha mangiato) effettivamente il ruolo del cibo va accuratamente indagato in queste forme di atopia che riconoscono più fattori scatenanti.
I parassiti della pelle - Così come vanno tenuti sotto strettissimo controllo i parassiti cutanei: in un soggetto incline ad allergie multiple, basta letteralmente una pulce per scatenare un prurito disastroso. Il controllo degli indesiderati ospiti cutanei dunque va effettuato spietatamente, con gli efficaci prodotti che il veterinario sarà in grado di consigliare, dando la preferenza ai cosiddetti "spot on", quelli che si somministrano tra le scapole, per capirci.
Stop allergie - La ricerca dei vegetali o degli alimenti che scatenano l'allergia è una via lunga e molto complessa, così come i cicli di vaccinazioni desensibilizzanti che spesso risultano poco efficaci. Tenere l'animale atopico privo di qualunque parassita è conditio sine qua non per attenuare almeno i sintomi della fastidiosa malattia e per poterne trattare opportunamente le manifestazioni con i farmaci e le diete adeguate.
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