OSPITI INDESIDERATI? NO, GRAZIE!
intervista al Dott. Cavestro
Fa caldo, è arrivata l’estate, e con l’estate anche i parassiti. Come affrontare questo problema che talvolta mette in serio pericolo la salute dei nostri amici a quattro zampe? Lo abbiamo chiesto al dr. Mario Cavestro, responsabile commerciale di Camon e medico veterinario specialista in alimentazione e clinica dei piccoli animali.
Dr. Cavestro, d’estate l’offensiva dei parassiti si fa minacciosa. Pulci, zecche, acari, zanzare, pappataci… ma quanti ce ne sono?!
L’elenco sarebbe lunghissimo. Ma io vorrei semplicemente indicare i parassiti più comuni e spiegare perché ne dobbiamo temere la presenza. Innanzitutto le pulci, insieme alle zecche, sono le regine dei parassiti animali. Ne esistono oltre 2000 specie, ma quella più comune è detta “pulce del gatto”. Le pulci sono minuscoli animali, estremamente prolifici ma anche facilmente individuabili perché riconoscibili ad occhio nudo in mezzo al pelo dell’animale. Nel caso di animali con pelo scuro e lungo l’identificazione può risultare più difficile del previsto. Tuttavia basta una vigorosa spazzolata al nostro amico per mettere in evidenza piccoli granelli, tipo sabbia, che cadono dal pelo: sono gli “escrementi” delle pulci, segno inequivocabile della loro presenza.
Pulce che non è solo un animale fastidioso, ma è capace di creare anche un mare di problemi.
Tanti. Tra questi anche la secrezione, al momento della puntura, della saliva: i cani ne sono spesso allergici, da qui il prurito, l’arrossamento e le lesioni che si provocano per evitarne il fastidio.
Le pulci prima di tutti, poi le zecche.
È così infatti: dietro le pulci vengono, in ordine d’importanza e di quantità, le zecche. Il loro periodo d’oro, quello di massima diffusione, è tra marzo e ottobre, e il loro habitat preferito è l’erba alta, ma si possono trovare non solo nel giardino di casa ma anche nei boschi, in prossimità di stalle e ovili, nelle grotte. Come avviene per le pulci, le zecche si nutrono del sangue dell’animale sul quale si attaccano e, una volta sazie di sangue, si lasciano cadere a terra dove depongono migliaia di uova.
A differenza delle pulci le zecche preferiscono alcune parti del corpo dell’animale: prima in mezzo alle dita, finiscono poi per attaccarsi dietro le orecchie, sul collo, alla base del muso. Ma anche le zecche fortunatamente non hanno problemi di identificazione, nel senso che, succhia sangue oggi e succhia sangue domani, le loro dimensioni si fanno simili ad un fagiolo, diventando in tal modo facilmente identificabili ed estirpabili dal corpo del nostro amico animale.
Estirpabili… come?
Con una semplice pinzetta, di quelle adatte per l’occasione e acquistabili presso i negozi specializzati. Unica raccomandazione: occorre cercare di estrarre tutto il parassita, a partire dalla testa.
Pulci, zecche, ma anche acari e pappataci…
Effettivamente l’estate è per Fido una stagione carica di problemi, ma se noi siamo padroni e “amici” attenti alla sua salute i problemi sono di semplice gestione.
Dicevamo di acari e pappataci.
Della famiglia degli aracnidi, gli acari sono parassiti che si nutrono dei detriti della pelle. Alcuni sono capaci di vivere e deporre le uova nell’epidermide, causando un fortissimo prurito. Particolare la modalità d’individuazione degli animaletti: il veterinario asporterà un piccolo strato di cute dal nostro amico animale, lo analizzerà al microscopio e solo allora sarà in grado di dire qualcosa sull’esistenza dei parassiti.
Particolarmente pericolosi sono i pappataci, succhiatori di sangue come pulci e zecche, inizialmente presenti solo in Sicilia ma capaci, negli ultimi decenni, di adattarsi a condizioni climatiche diverse, tanto da risultare oggi presente anche in tutto il Mediterraneo, soprattutto in Sardegna, nel Meridione, in Toscana, Liguria e perfino nella Pianura Padana.
La fortuna dei pappataci è stato il sempre più frequente desiderio dei proprietari di cani e gatti di portare i loro beniamini in vacanza, desiderio sacrosanto e legittimo, ma che ha moltiplicato le occasioni di incontro con questi parassiti.
Le malattie parassitarie
Pruriti, nervosismo, situazioni a volte spiacevoli: nulla a confronto con i problemi che questi parassiti sono in grado di creare ai nostri amici a quattro zampe in termini di trasmissione di malattie.
Devo continuare purtroppo a darle ragione, perché i parassiti sono portatori perfidi di malattie anche molto gravi. Le pulci, ad esempio, oltre a dermatiti e a pruriti vari, sono in grado di trasmettere parassiti intestinali quali la tenia, verme piatto che si sistema nell’intestino e che si nutre di ciò che mangia il cane. È evidente che nel caso di una cucciolata il problema può avere risvolti drammatici.
Anche le zecche rischiano di essere portatori di malattie pericolose per gatti, cani e… uomo: dall’Erlichiosi alla Malattia di Lyme fino alla Piroplasmosi, malattia che dà come sintomo urine color “coca-cola”. Fondamentale, nel caso delle zecche, cercare di eliminare il parassita entro 24 ore, altrimenti la possibilità di trasmissione di malattie si fa via via sempre più alto.
Ma nemmeno gli acari scherzano, capaci come sono di trasmettere forme diversamente gravi di dermatiti e addirittura la rogna, in particolare a cani colpiti da cali immunitari per situazioni di stress emotivo, psicologico o fisico.
Alla diffusione della leishmaniosi, malattia a decorso cronico e con quadro clinico talmente vario da impedirne la precisa identificazione, provvedono invece i pappataci: dimagrimento, ridotta resistenza a diverse attività normalmente svolte, lesioni cutanee, zoppie, vomito e diarrea sono i sintomi che denunciano la presenza del protozoo nell’organismo dei nostri amici animali.
A proposito Dott. Cavestro, spesso si è dibattuto, e ancora si dibatte, sulla possibile trasmissione delle malattie appena descritte dall’animale all’uomo. La sua idea?
La mia risposta è negativa su tutti i fronti, tuttavia una cosa va detta: la pulce difficilmente salta dal cane all’uomo, ma è chiaro che, se i miei tappeti di casa sono infestati dalle pulci, sarà possibile che i miei bimbi ed io veniamo presi di mira dai parassiti.
I rimedi antiparassitari.
Dottore, le infestazioni da parassiti costituiscono un’evenienza piuttosto comune per il cane. Ma quando i problemi cominciano a diventare piuttosto seri? Cosa possiamo fare?
Il problema si fa serio soprattutto in primavera e all’inizio della stagione estiva, quando per pulci, zecche e “compagnia bella” ricomincia la stagione riproduttiva. Per evitare infestazioni sarebbe utile iniziare il trattamento antiparassitario già a febbraio, soprattutto in considerazione del fatto che la funzione fondamentale di qualsiasi tipo di antiparassitario è quella di interrompere il ciclo vitale del parassita. Attenzione! Dopo meno di un mese i parassiti depongono le prime uova, perciò più reattivi siamo meglio è.
Si dice comunemente tra gli addetti ai lavori che l’industria farmaceutica ha compiuto negli ultimi anni passi da gigante, e i principi attivi presenti sul mercato sono molti e hanno per questo raggiunto livelli qualitativi molto buoni. È anche il suo personale parere?
Gli antiparassitari oggi in commercio sono prevalentemente sotto forma di preparati spot-on, ovvero consistono in un piccolo quantitativo di prodotto da aspergere tra le scapole o lungo il dorso dell’animale. I nuovi antiparassitari sono di solito semplici da usare, hanno un’elevata efficacia, una buona attività residuale nei riguardi dei parassiti, 4-6 settimane contro le pulci e 3-4 settimane nei confronti delle zecche.
Un consiglio su tutti resta il solito: per la scelta dei preparati è sempre meglio consultare il veterinario di fiducia, anche per valutare insieme i rischi reali presenti nella zona di residenza.
Contro quelli che si definiscono nel complesso ecto-parassiti, ossia pulci, zecche, pidocchi e acari, esistono in commercio preparati polivalenti, in grado cioè di agire contemporaneamente verso diversi agenti, in modo da dare al cane una protezione davvero totale. Alcuni antiparassitari hanno anche funzione repellente verso zanzare e flebotomi.
Proposte naturali: olio di Neem, tea tree oil e altro
Tra le diverse proposte presenti oggi in commercio vi sono anche rimedi naturali: un esempio su tutti l’olio di neem. Ma ci sono degli oggettivi vantaggi nell’utilizzo di questo tipo di prodotto?
Certo, i vantaggi dell’utilizzo di rimedi naturali come coadiuvanti nella lotta ai parassiti sono diversi e ormai tranquillamente riconosciuti dalla scienza veterinaria.
La differenza dai classici antiparassitari la fa l’aspettativa di risultato: mentre quelli chimici agiscono immediatamente, quelli naturali richiedono un po’ più di pazienza. I loro effetti infatti cominciano a vedersi dopo 2 o 3 giorni dall’applicazione del prodotto. Inoltre si possono usare in tutta tranquillità anche su cuccioli, animali anziani, malati o in convalescenza. Il loro uso si può estendere anche su animali che stanno a stretto contatto con i bambini, ma soprattutto gli antiparassitari naturali si rivelano molto più efficaci dei prodotti di sintesi, dato che essi contengono efficaci sostanze inibitorie della crescita e della riproduzione dei parassiti. Ciò vuol dire che utilizzando prodotti chimici il rischio è di non eliminare definitivamente il problema, ma peggio di creare una nuova generazione di parassiti ancora più resistente della precedente.
Le cose si fanno ancor più delicate per il nostro amico quattrozampe quando, causa progressivo calo dell’efficacia del prodotto chimico, si è costretti ad aumentarne le dosi e la frequenza delle somministrazioni, con elevato rischio di tossicità per Fido e per chi gli vive accanto.
E lei ha fatto bene a citare l’olio di Neem, perché tra le soluzioni naturali presenti sul mercato c’è proprio questa essenza, derivata direttamente da una pianta indiana, e promossa in tutto il mondo grazie al motto lanciato dall’UNESCO “fai verde l’India con il Neem”.
Grazie al suo principio attivo, l’azadiractina A, l’olio di Neem è in grado di abbinare un’ottima efficacia insieme alla sua purezza e alla garanzia che il prodotto sia proprio quello: incredibile ma vero, non è possibile realizzare una versione chimica dell’olio di Neem. E la sua purezza, unita alle modalità di estrazione e alla percentuale presente di solito nei prodotti in commercio, sono il segreto della sua efficacia nel tempo. Sì, nel tempo, perché il problema degli antiparassitari è proprio quello di essere efficaci a lungo senza dover “rincarare” la dose.
L’olio di Neem, come tutti gli altri antiparassitari, di sintesi o naturali che siano, dev’essere utilizzato in funzione del caso specifico che si trova ad affrontare. Ciò significa, per esempio, che se il nostro cane vive soprattutto in casa è sufficiente dare il prodotto una volta ogni quindici giorni, se il nostro cane lo portiamo fuori spesso e volentieri allora la frequenza è meglio sia settimanale.
Il trattamento ambientale: disinfestare casa e giardino
Per evitare infestazioni di parassiti è importante non solo un’attenta pulizia del nostro cane, ma anche di tutti gli ambienti che frequenta ogni giorno. E così?
Senza dubbio. Per esempio: siete usciti a fare una passeggiata con il vostro cane? Al ritorno ispezionate il suo pelo, e se occorre utilizzate subito un antiparassitario sotto forma di collare, di gocce, e quant’altro.
Controllate bene le zampe, le unghie, per evitare che qualche residuo non si sia fermato proprio lì. E lo stesso accorgimento deve valere per le orecchie, specie nei confronti di quei cani che le hanno pelose e pendenti. Anche gli occhi richiedono tutta la nostra migliore attenzione, mentre il bagnetto è importante ma da solo non risolve il problema. Ma, come diceva lei, grande attenzione va posta anche per quanto riguarda l’ambiente interno ed esterno nel quale viviamo noi e il nostro cane.
In casa attenzione ad esempio a tende pesanti, termosifoni, a tutte quelle zone in cui si potrebbero annidare parassiti. Aspirare spesso, ma anche dopo questa giusta operazione attenzione a trattare il sacchetto con l’antiparassitario: nel sacchetto è bene non resti traccia di ospiti indesiderati, altrimenti il pericolo è di portarsi per casa di nuovo parassiti pronti a rimettersi in azione. Non dimentichiamoci però di moquette, sedie impagliate, cuscini.
L’altra zona “produttrice” per antonomasia di parassiti è il giardino. Tenere l’erba sempre piuttosto corta è già un’operazione molto intelligente, così come intelligente è cercare di eliminare prima possibile rifiuti alimentari ed escrementi del nostro cane: il parassita vive bene nello sporco, è il suo habitat naturale, per questo più gli rendiamo la vita difficile meglio è. Per il nostro amico a quattro zampe e per noi.
Sempre in giardino, e comunque sia dove sia, la cuccia è una di quelle zone a rischio parassiti: lavarla e aspirarla bene, con una certa frequenza, è una di quelle operazioni intelligenti che facilitano la nostra battaglia quotidiana contro i parassiti.
E nessuno dimentichi di tenere pulita e bene aspirata la propria autovettura: lì il nostro cane ci sale spesso, si porta dietro residui di camminata e il microclima dell’auto, estate o inverno che sia, dato che il riscaldamento d’inverno va spesso a mille, diventa un altro possibile ambiente a rischio. Il caldo è il clima ideale di quasi tutti i parassiti: non facilitiamo loro la vita!