TRAUMA CRANICO
© dott.ssa Annaluce Costabile
Il trauma cranico costituisce un'emergenza ricorrente nel pronto soccorso veterinario.
Le cause più frequenti sono imputate ad investimenti automobilistici o a cadute dall'alto di soggetti particolarmente giovani e vivaci o al contrario, di soggetti anziani affetti da disturbi progressivi della vista.
Il paziente condotto d'urgenza presenta stato del sensorio depresso generalmente associato a difficoltà respiratorie di entità variabile. Talvolta versa in stato di shock o talora in status epilettico secondario all'ipertensione intracranica indotta dal trauma stesso.
La terapia è volta a minimizzare l'aumento della pressione intracranica, a ridurre l'edema cerebrale, a mantenere uno stato di normovolemia tramite idonea fluidoterapia, a garantire adeguata ossigenazione, a prevenire o controllare crisi convulsive in atto e consentire il giusto apporto nutritivo.
Al momento del soccorso sono indispensabili Rx del cranio, del torace, della colonna vertebrale ed un esame ematobiochimico completo in modo tale da individuare tempestivamente eventuali politraumatismi a carico di altri organi(vitali o meno) potenzialmente in grado di complicare ulteriormente la prognosi.
Accertamenti di diagnostica avanzata come TAC o RM sono,invece, da posticipare e da effettuarsi solo in casi di estrema necessità dal momento che richiedono l'anestesia generale del paziente già severamente compromesso e soggetto,pertanto, ad un rischio anestesiologico più elevato.
La visita neurologica viene ripetuta almeno una volta all'ora ed i danno cerebrale valutato secondo il criterio del punteggio complessivo fornito dalla scala del coma Glagow modificata(rispetto a quella impiegata in ambito umano).
La prognosi del paziente con trauma cranico è sempre riservata,particolarmente nei casi in cui emergano segni evidenti di coinvolgimento mesencefalico.
Le sequele neurologiche più ricorrenti,sono rappresentate dalle crisi convulsive da esiti cicatriziali del tessuto cerebrale. Queste possono manifestarsi anche a distanza di mesi dal trauma.
Sono possibili anche deficit motori o sensitivi.
Tuttavia è elevata la percentuale di casi di guarigione completa.