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ALLARME : AUMENTANO I CASI DI LEISHMANIOSI

umentano in casi di contagio da leishmaniosi. Una volta era prerogativa solo delle zone molto calde, tanto che anche oggi in Italia le regioni più colpite sono quelle della costa tirrenica, del basso Adriatico e le isole maggiori, ma la leishmaniosi, grave malattia trasmessa ai cani tramite un insetto chiamato flebotomo o pappatacio, sta avanzando sempre più verso Nord, “colonizzando” adirittura aree sub-alpine.
Lo dimostrano i dati della LeishMap, il network scientifico per il monitoraggio e la mappatura della leishmaniosi canina in Italia, che fornisce utili indicazioni a chi si appresta ad andare in vacanza con Fido, da proteggere con cura dalla puntura di questi vettori.

Come ha evidenziato Luigi Gradoni del reparto di Malattie trasmesse da vettori e Sanità internazionale, dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di sanità: “L'aumento della temperatura insieme al fenomeno del turismo con ‘cane al seguito’ stanno favorendo la diffusione della leishmaniosi nel nostro Paese: la malattia sta diventando endemica anche al di fuori dei focolai tradizionali. Le uniche aree attualmente non endemiche sono i centri urbani delle città medie e grandi, la pianura padana e i rilievi montuosi sopra i 400-800 metri”.  

Non sono più quindi solo le regioni centro-meridionali e insulari a clima tipicamente mediterraneo a essere colpite – anche se rimangono le zone con maggiore prevalenza della sieropositività, con punte che vanno dal 40% (area napoletana) al 60% (area catanese) – ma anche le regioni pre-appenniniche e addirittura quelle prealpine a clima continentale, tradizionalmente indenni, sono oggi bersaglio dei flebotomi.
Le zone che risultano oggi ad alta presenza di pappataci in Italia sono Basilicata, Calabria Campania, Liguria, Lazio, Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia, l’isola d’Elba, la Sardegna e la Sicilia. All’estero spiccano Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Malta. Le zone a media presenza sono Umbria, Marche ed Emilia Romagna orientale. Infine ci sono le regioni in cui sono stati accertati casi autoctoni di infezione da Leishmania infantum: Piemonte, Emilia Romagna occidentale, Lombardia, Veneto, Friuli e persino Trentino e Valle d’Aosta.

Se si programma un viaggio estivo con cane al seguito in queste aree, dunque, bisogna difendere l’animale con collari a base di deltametrina o prodotti ‘spot-on’, cercando anche di non farlo stare all’aperto nelle ore serali e notturne, quelle preferite dai pappataci.
Qualora la trasmissione della malattia fosse già avvenuta, ci sono alcuni segnali da tenere d’occhio: “La sintomatologia legata alla leishmaniosi è molto varia - ha precisato Marco Melosi, vicepresidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) - perché dipende dalla risposta immunitaria che il cane dà all’infezione e dagli organi o dagli apparati coinvolti. In ogni caso, i più comuni sono il dimagrimento, l’affaticabilità e l’anemia. Inoltre possono manifestarsi forfora, disturbi agli occhi, che appaiono biancastri, e anche una crescita eccessiva delle unghie. Ai primi segnali è importante rivolgersi subito al veterinario di fiducia e, comunque, è consigliabile fare controlli regolari all’animale, almeno ogni 6-12 mesi”.

21/04/2010- LIBERO

 

 

 

 

Piroplasmosi o babeiosi

 

È causata dal parassita protozoo Babesis canis, trasmesso al cane da un vettore (zecca). Dopo l’inoculazione da parte della zecca, il parassita entra nella circolazione e va a colonizzare i globuli rossi “spaccandoli”.

La piroplasmosi si evidenzia con mancanza di appetito, febbre alta, tremori, ittero di vario grado; le urine sono rossastre. Nelle forme acute l’esito della malattia può essere fatale in un breve periodo di tempo.

 

Cosa fare?

Di fondamentale importanza è la prevenzione:

  • occorre evitare il contagio procurato dalle zecche con l’utilizzo di prodotti parassito-repellenti;
  • al rientro da passeggiate o da una giornata dedicata alla caccia, ispezionare attentamente il proprio cane rimuovendo le zecche alloggiate sulla cute.

 

 

 

 

 

 

 

Teniasi

 

La tenia, detta anche verme solitario, è un parassita soggetto a metamorfosi e al passaggio in un altro animale di diversa specie. L’ospite intermedio è la pulce che, ingerita dal nostro animale che si lecca, libera le sue larve da cui si sviluppa nell’intestino ospite il verme vero e proprio, le cui proglottidi (frammenti di verme che contengono le uova) si manifestano sulla superficie delle feci con l’aspetto di grani di riso che si contorcono.

 

Cosa fare?

Eliminare il verme non è cosi facile come può sembrare e talvolta sono necessari più trattamenti. È indispensabile, pena la ricaduta nella malattia, bonificare dalle pulci il nostro animale e l’ambiente che lo ospita.

 

 

 

 

Leishmaniosi

 

Si tratta di una grave malattia parassitaria trasmessa ai cani da flebotomi (moscerini o pappataci), attivi nella stagione calda (da maggio a ottobre), nelle ore serali e durante la notte. In passato la presenza di questi insetti era circoscritta principalmente alle regioni del Centro/Sud Italia, comprese le isole. Oggi la loro diffusione interessa anche aree finora indenni coma la Lombardia, il Trentino e l’Emilia Romagna.

 

Descrivere in breve i sintomi della Leishmaniosi è piuttosto difficile. Si tratta infatti di una patologia molto complessa, che può presentare una serie di sintomi molto vari. In sintesi ecco un elenco di sintomi riscontrati in ordine decrescente di frequenza e di comparsa:

  • prostrazione e dimagrimento
  • linfadenopatia (interessamento dei linfonodi localizzato e generalizzato)
  • anemia
  • insufficienza renale
  • segni oculari
  • lesioni cutanee (meno frequenti)
  • leucopenia (diminuzione del numero di globuli bianchi)
  • epistassi (sangue dal naso)
  • onicogrifosi (“unghie da grifone” ossia crescita smisurata delle unghie
  • diarrea
  • zoppia/lezioni ossee.

 

A differenza di quanto avviene per l’uomo che, curato, guarisce, le terapie al momento disponibili per i cani non sono in grado di debellare completamente il parassita, anche se possono indurre un miglioramento dello stato generale per un periodo di tempo variabile.

 

È basilare quindi affidarsi a un’attenta prevenzione adottando una serie di accorgimenti per ridurre il rischio che il nostro cane venga punto:

  • limitare le passeggiate serali e notturne;
  • utilizzare delle fonti luminose che agiscano come trappole durante le ore notturne, logicamente in piccoli ambienti;
  • farlo dormire in casa durante le ore notturne, applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre;
  • utilizzare insetto-repellenti.

 

 

 

 


 

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