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I problemi causati da parassiti cutanei
I parassiti esterni (ectoparassiti), oltre che vettori di alcune malattie, sono da considerarsi patogeni per l’animale, sia per l’azione depauperatrice, in quanto molti si nutrono di sangue, sia per l’azione di disturbo fisico sulla cute che crea situazioni irritative molto fastidiose.
Pulci, zecche, acari e pappataci sono le cause di ectoparassitosi più diffuse e conosciute. La regola per la prevenzione di questi parassiti esterni sono:
- mantenere igienicamente pulito l’ambiente dove l’animale abitualmente vive, utilizzando prodotti specifici;
- impiegare, secondo schemi prefissati dal veterinario, sostanze antiparassitarie idonee a ridurre la carica infestante sul nostro amico a quattro zampe;
- ispezionare regolarmente la sua cute e il suo mantello.
Tali accorgimenti aiutano a mantenere in salute il nostro amico a quattro zampe e a evitare altri disturbi che a volte i parassiti possono favorire come, per esempio, la piroplasmosi (indotta dalle zecche) e la tenia (veicolata dalle pulci).
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Piroplasmosi o babeiosi
È causata dal parassita protozoo Babesis canis, trasmesso al cane da un vettore (zecca). Dopo l’inoculazione da parte della zecca, il parassita entra nella circolazione e va a colonizzare i globuli rossi “spaccandoli”.
La piroplasmosi si evidenzia con mancanza di appetito, febbre alta, tremori, ittero di vario grado; le urine sono rossastre. Nelle forme acute l’esito della malattia può essere fatale in un breve periodo di tempo.
Cosa fare?
Di fondamentale importanza è la prevenzione:
- occorre evitare il contagio procurato dalle zecche con l’utilizzo di prodotti parassito-repellenti;
- al rientro da passeggiate o da una giornata dedicata alla caccia, ispezionare attentamente il proprio cane rimuovendo le zecche alloggiate sulla cute.
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Teniasi
La tenia, detta anche verme solitario, è un parassita soggetto a metamorfosi e al passaggio in un altro animale di diversa specie. L’ospite intermedio è la pulce che, ingerita dal nostro animale che si lecca, libera le sue larve da cui si sviluppa nell’intestino ospite il verme vero e proprio, le cui proglottidi (frammenti di verme che contengono le uova) si manifestano sulla superficie delle feci con l’aspetto di grani di riso che si contorcono.
Cosa fare?
Eliminare il verme non è cosi facile come può sembrare e talvolta sono necessari più trattamenti. È indispensabile, pena la ricaduta nella malattia, bonificare dalle pulci il nostro animale e l’ambiente che lo ospita.
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Leishmaniosi
Si tratta di una grave malattia parassitaria trasmessa ai cani da flebotomi (moscerini o pappataci), attivi nella stagione calda (da maggio a ottobre), nelle ore serali e durante la notte. In passato la presenza di questi insetti era circoscritta principalmente alle regioni del Centro/Sud Italia, comprese le isole. Oggi la loro diffusione interessa anche aree finora indenni coma la Lombardia, il Trentino e l’Emilia Romagna.
Descrivere in breve i sintomi della Leishmaniosi è piuttosto difficile. Si tratta infatti di una patologia molto complessa, che può presentare una serie di sintomi molto vari. In sintesi ecco un elenco di sintomi riscontrati in ordine decrescente di frequenza e di comparsa:
- prostrazione e dimagrimento
- linfadenopatia (interessamento dei linfonodi localizzato e generalizzato)
- anemia
- insufficienza renale
- segni oculari
- lesioni cutanee (meno frequenti)
- leucopenia (diminuzione del numero di globuli bianchi)
- epistassi (sangue dal naso)
- onicogrifosi (“unghie da grifone” ossia crescita smisurata delle unghie
- diarrea
- zoppia/lezioni ossee.
A differenza di quanto avviene per l’uomo che, curato, guarisce, le terapie al momento disponibili per i cani non sono in grado di debellare completamente il parassita, anche se possono indurre un miglioramento dello stato generale per un periodo di tempo variabile.
È basilare quindi affidarsi a un’attenta prevenzione adottando una serie di accorgimenti per ridurre il rischio che il nostro cane venga punto:
- limitare le passeggiate serali e notturne;
- utilizzare delle fonti luminose che agiscano come trappole durante le ore notturne, logicamente in piccoli ambienti;
- farlo dormire in casa durante le ore notturne, applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre;
- utilizzare insetto-repellenti.
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