12 ottobre 2009. E’ tornato alla ribalta il patentino per chi possiede cani “impegnativi”. La settimana scorsa, in una conferenza stampa a Roma, il sottosegretario Martini ha presentato quanto aveva già preannunciato, forte dell’appoggio di alcune (non tutte) associazioni animaliste e di alcune componenti della medicina veterinaria (anche qui non tutte). Dunque, vediamo di ricapitolare.
Dopo la famosa lista di razze indicata dal ministero retto da Sirchia, e poi condiviso dal successivo ministro della Salute Livia Turco, è arrivata la Martini che ha detto e ridetto “niente più liste di proscrizione”, anzi “niente più “black list”, termine assolutamente fuori di luogo, inventato da una stampa disinformata e, come spesso accade, bramosa di titoli forti per attirare l’attenzione dei lettori. Si è voluto far passare a viva forza, e contro qualsiasi evidenza scientifica, che, di fronte alle aggressioni letali o con gravi mutilazioni soprattutto a carico di bambini e anziani, tutte le razze di cani sono uguali.
Chi sbaglia è sempre e solo il padrone, che non li sa educare o li educa alla violenza. In parte è vero e in buona parte no. Vi sono razze di cani che, non per colpa loro ovviamente, ma perché la genetica da cui derivano e gli impieghi tradizionalmente perpetrati dall’uomo, hanno una soglia di “reattività” molto più bassa rispetto ad altre. Sono soprattutto i grandi cani da pastore di derivazione orientale (mastino del Tibet) e certe razze americane moderne derivate dall’incrocio di cani impiegati specificamente per la difesa/attacco e purtroppo spesso per i combattimenti tra di loro.
Qui ovviamente c’entra quella “bestia” che è l’uomo. I quartieri, specie quelli dove il disadattamento regna sovrano, rigurgitano di giovani arroganti che si portano appresso il pitbull o il rottweiler da combattimento. Guarda caso non scelgono mai un setter inglese, un cocker spaniel o un Volpino.
Prendete un setter inglese o un pointer, un segugio o un bracco, datelo in mano al più crudele e spietato scommettitore di combattimenti tra cani e non riuscirà a farne dei cani feroci. Date in mano un amstaff o un pastore del Caucaso o un rotty, non dico a un criminale, ma a un semplice sprovveduto e diventerà facilmente un cane in grado di attaccare mortalmente un bambino che d’improvviso gli si pari davanti con urla e gesti che lui interpreta male.
Le razze di cani dunque sono tutte uguali? No, mi spiace, ma sono in pieno disaccordo. Questo non vuol dire creare la lista dei “cani killer” (i veri killer sono solo gli uomini) ma un elenco di razze, cui porre particolare sorveglianza. Si è inventato invece il cane “impegnativo”. Cosa sia non l’ho ancora capito, ma pare che sia quel cane che ha già morsicato e con lesioni gravi. Allora dovrebbe scattare per il padrone l’obbligo del corso e del patentino. Io dico: e se scattasse prima, per un certo numero di razze?