Demenza e letargo? Hanno le stesse cause
 

SIMILI E DIVERSI
Il cervello di chi è affetto da demenza senile è simile a quello di uno scoiattolo in letargo LEIPZIG Lo studio dell'attività cerebrale degli scoiattoli durante il letargo potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie nella lotta a due delle più gravi malattie cerebrali: Alzheimer e demenza senile. La proposta arriva da un team di studiosi tedeschi guidato da Thomas Arendt, dell'università di Leipzig. Gli esperti hanno verificato che il cervello di uno di questi ammalati può essere paragonato a quello di uno scoiattolo in letargo: in particolare le proteine umane che vengono attaccate dalla patologia neurodegenerativa sono assimilabili a quelle che contraddistinguono l'attività cerebrale degli animali a riposo durante la stagione invernale. Ora lo scopo degli scienziati è dunque quello di risalire alle caratteristiche che consentono agli scoiattoli di " risvegliarsi" sani ( come prima del letargo), a differenza invece dell'uomo che una volta ammalato non ha più la possibilità di riprendersi. L'Alzheimer e la demenza senile colpiscono le cellule nervose ( neuroni). È una patologia grave che determina un'" atrofizzazione" progressiva del cervello, e alterazioni biochimiche dei tessuti. Il suo decorso è inarrestabile e contribuisce alla formazione dei cosiddetti grovigli neuro- fibrillari. Le proteine che li costituiscono, chiamate " tau", sviluppano in seguito un comportamento anomalo: impediscono cioè ai microtuboli ( rappresentanti del citoscheletro) di funzionare e di conseguenza alle cellule di essere nutrite adeguatamente. Secondo gli studiosi tedeschi è questo ciò che accade anche negli animali che vanno in letargo. In modo simile infatti le proteine " tau" subiscono dei processi " degenerativi" che influiscono però solo marginalmente sull'attività cerebrale degli scoiattoli. Nei piccoli vertebrati la condizione " patologica" è quindi reversibile, mentre nell'uomo una volta innescata non c'è più nulla da fare. Capire il segreto di questa differenza sarà l'obiettivo dei prossimi studi di Arendt e della sua equipe. La scoperta della analogia tra gli scoiattoli e l'uomo è stata pubblicata sul Journal of Neuroscience. Secondo i ricercatori del Karolinska Universty Hospital e del Karolinska Institutet di Stoccolma, Svezia, stimando in 27,7 milioni le persone colpite dal male a livello mondiale ( dato riferito al 2003), e utilizzando un modello basato sul rapporto tra costi e prodotto interno lordo di ciascun Paese, emerge che i costi diretti della malattia ammontano a 156 miliardi di dollari. L'Alzheimer riguarda in modo conclamato circa il 5% delle persone con 60 o più anni: in Italia si calcolano 500 mila ammalati e nella sola Lombardia 55 mila.

Gianluca Grossi - da LIBERO


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