In prossimità delle festività natalizie, tutti ci si sentiamo disponibili, con una strana eccitazione che ci fa stare col naso in su a guardare rapiti un turbinio di luci sfavillanti, con una folata di pensiero che ci riporta bambini, come spinti da una dolce nostalgia d’infanzia, quando tutto era più semplice e più gioioso.
Ci sentiamo pervadere da un indicibile senso di tenerezza, col desiderio sia di riceverla che di dispensarla a piene mani.
Ed ecco che per soddisfare questo impulso, tanti decidono per il cucciolo: beh, a tutti coloro che, seppure in buona fede, si orientano in tal senso, dico di aspettare e riflettere.
Un cucciolo è un essere vivente che implica attenzioni, pazienza e rispetto; è un esserino che fa pipì e cacca dove gli capita proprio perché è piccino e nessuno gli ha ancora insegnato dove farla, è un elargitore di guaiti mentre dormiamo o siamo fuori inimicandoci i vicini, è una sorta di bulldozer nei confronti dei nostri mobili.
Non voglio, sia ben chiaro, distogliervi dalla decisione di accogliere un pet: io stessa convivo felicemente con una cagnolina e due gatti.
Semplicemente vi suggerisco di porvi questa domanda: sono disposto al “rovescio della medaglia”?
Se la risposta ponderata è SI’ a 360°, potete procedere tranquillamente!
Un’ultima considerazione: i canili e i rifugi sono pieni di cani adulti: dolcissimi, stupendi dentro e capaci di darvi tutto quell’amore e quella devozione che desiderate, che meritano, in particolare i più anziani, di vivere gli ultimi anni, circondati da affetto e calore.
Se optate per un “vecchietto”, oltre a farvi i miei complimenti, vi indico un’essenza di Bach che mi piace tanto, delicata come il fiore da cui è ricavata: è la timida Centaury, dai minuscoli fiori che sembrano stelline rosate.
E’ infatti il rimedio della debolezza sia psichica che fisica, indicato quando la colonna vertebrale non regge più e le difese immunitarie cominciano a scarseggiare.
Anche un animale giovane può comunque necessitare di Centaury: se è sempre disponibile, se si butta a pancia all’aria anche quando non gioca, e cioè in segno di sottomissione, se si fa portar via il cibo dai suoi simili senza reagire, certamente ne ha bisogno.
Sovente si rende utile abbinarla a Larch (il larice), fiore dell’insufficienza psichica (senso di fallimento, profonda insicurezza) e fisica (respiratoria, cardiaca, ecc.).
E con questo auguro a tutti un meraviglioso Natale e vi do appuntamento al 2011, con il solito invito a scrivermi o telefonarmi in caso di necessità!
Maria Rita Grassi
Tel. 0545-88059
Cell.392-0468472
Scrivete a: colpodicoda@teletu.it