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"Ma non trattiamoli come bambini"

L'esperta: occorre rispettare
la loro natura

M.PER.

TORINO

Negli ultimi anni sono aumentati vertiginosamente i problemi legati al rapporto animale-uomo. Rossella Bo è una veterinaria comportamentalista, con tanto di master in clinica delle malattie comportamentali del cane e del gatto e un diploma di educatore alla Siua, la scuola di interazione uomo-animale. 

Perché i disturbi degli animali da compagnia sono sempre più frequentemente di tipo comportamentale? 
«Grossi problemi li danno innanzitutto i cuccioli che arrivano dall’Est, tolti alla mamma troppo presto, che soffrono di profonde carenze affettive e cognitive. Ma i disturbi derivano anche dall’atteggiamento dei padroni: oggi si tende a prendere un animale con più leggerezza di un tempo, senza pensare al tipo di impegno che richiede. Il pensare comune è che sia sufficiente avere un bel giardino: in realtà un animale sta bene anche in un appartamento, a patto che gli si dedichi tempo e cure». 

Quali sono gli sbagli più frequente dei proprietari di cani e gatti? 
«Non rispettare le esigenze etologiche degli animali, trattarli come bambini». 

Cioè?
«Per esempio fare salire il cane su letto, dargli da mangiare il nostro cibo, imboccarlo, prenderlo in braccio quando si va a passeggio, impedirgli di annusare. Questi comportamenti non vogliono dire volergli bene, non lo facciamo felice. Lo trasformiamo in qualcosa che non è, un bambino, e non lo rispettiamo, proiettando su di lui le nostre paure o desideri. Gli animali sono esseri sociali che fanno parte della famiglia e della società con un ruolo preciso». 

Quali sono le tipiche malattie comportamentali?
«Per i cani sono sostanzialmente tre: la sindrome da iperattività e ipersensibilità, l’ansia da separazione e la sindrome da deprivazione sensoriale. La prima, che colpisce soprattutto i cuccioli nati in allevamenti privi di stimoli o tolti troppo presto alla mamma, si manifesta con un’incapacità di sopportare gli stimoli esterni, la seconda si manifesta con la paura a restare solo, con un legame quasi morboso con il proprietario, il cui allontanamento crea veri attacchi di panico. Poi c’è la sindrome da deprivazione sensoriale, tipica di un’adolescenza senza stimoli che crea nell’animale una serie di fobie e paure, prima semplici, poi generalizzate». 

E i gatti di cosa soffrono? 
«Il gatto è un animale sociale quando lo desidera, vive bene in casa e adora il rapporto con l’uomo. Ma è un animale territoriale: riempire la casa di gatti è uno sbaglio, si rischia un’ansia da coabitazione forzata». 

Le regole base per renderli felici?
«I gatti devono vivere in un ambiente ricco di stimoli e giochi, devono essere nutriti poco e spesso, non in orari fissi. Va da sé che è necessario che abbiano lettiere, acqua fresca - adorano le fontanelle - e cibo dislocato in più punti della casa. E poi, lo facciamo giocare questo micetto? Corre per la casa? È adeguatamente stimolato? Oppure è in sovrappeso e pensa solo a mangiare?». 

Se il cane o il gatto hanno comportamenti «strambi», come è corretto procedere? 
«La prima cosa da fare è analizzare l’organico, sottoporli ad una visita dal veterinario di base che accerti non ci siano problemi di salute. Se non ci sono problemi organici si passa al comportamentalista. La collaborazione tra queste due figure è fondamentale. L’ideale sarebbe una visita pre-adozione, per capire se siamo in grado di accogliere un cane o un gatto, e renderli felici. Se si hanno tutti gli strumenti per educarli e inserirli nella società».

da LA STAMPA

 

 


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Cyberdogs Magazine è il giornale dell'Associazione Poprietari Responsabili, è on line dal 1999 per informare i proprietari di cani e gatti sulla salute dei loro animali e sulla loro educazione. Propone anche una serie di rubriche divertenti come il concorso fotografico, l'humor, la poesia e l'arte. Nel tempo è diventato punto di riferimento di molti allevamenti ed associazioni e gestice un portale che raccoglie i siti dedicati agli animali.

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