CIAO SILVESTRO!
Da ieri il grande Silvestro, cane cieco e sordo dalla nascita, corre libero nei prati vicino al Ponte dell'Arcobaleno.
Di lui abbiamo parlato nel libro "DAL PROFONDO DEL CUORE" con un racconto struggente della sua padrona Silvia Perone che accanto a lui ha vissuto una avventura straordinaria e che lo introduceva cosi':
E' un racconto breve, in confronto ad una vita di oltre 14 anni vissuta ora per ora con un cane completamente cieco e sordo. Ma posso assicurare che Silvestro è stato un cane felice, lo esprimeva con la sua coda, sempre in movimento, lo esprimeva con le sue orecchie, a volte addirittura accartocciate in due, lo diceva col suo comportamento, sempre vivace, frizzante e gioioso e lo avrebbe voluto sicuramente dire con i suoi occhi spenti.
Oggi Silvestro sta ancora bene, mangia, dorme, e vorrebbe sempre uscire. Purtroppo gli manca la forza nelle zampe posteriori, non si alza più da solo e quelle rampe di scale al lago sono soltanto un lontano ricordo. Oggi lo dobbiamo imbracare, farlo salire e scendere in braccio ma va bene così.
14 anni e 6 mesi. Un lungo, a volte difficile cammino che ci sta portando lentamente verso il traguardo finale. Siamo stati felici insieme e quando sarà il momento, se necessario, sono pronta a mantenere la mia promessa: sarà il mio ultimo dono d'amore. Dal Paradiso degli animali potrà finalmente vedermi e sentire la mia voce.
giugno 2008
SILVESTRO UN CANE CIECO E SORDO PER TUTTA LA VITA
“Era la mia ultima ora…ho sentito una carezza e un angelo mi ha portato con se. Non potrò mai vederlo in viso e neppure sentire la sua voce…Potrò solo ringraziarlo col mio infinito amore!”
San Silvestro 1995. Canile di Pantigliate.
Lui è lì, accucciato in un angolo buio con la testina tristemente chinata verso il pavimento, immobile, col pelo unto..
Il guardiano del canile, con glaciale indifferenza mi spiega: “ è un mese che ce l'abbiamo qui e nessuno è venuto a cercarlo, è cieco e non possiamo più tenerlo, adesso gli facciamo la puntura…”
Un brivido mi avvolge dalla testa ai piedi, uno choc indescrivibile e l'istinto irrefrenabile di portarmelo via. Come! Un cane cieco non ha diritto di vivere? Mi chino verso quel povero animale e gli faccio una carezza: sicuramente la prima della sua vita!!!! E balzando sulle zampe posteriore, mi salta al collo come se improvvisamente avesse riacquistato la vista e mi ha abbraccia come implorando aiuto. “Lo porto a casa io ”!
Un momento di panico
Durante il tragitto, gli parlo a lungo: “Sei un povero cagnone che non vede, ma sei molto più fortunato dei tuoi amici che sono rimasti in canile. Adesso non sarai più solo, avrai finalmente tante coccole, una bella cuccia, una pappa buona”. Arrivati a casa avevo la pappa già pronta “ Ecco la pappona, che buona pappona !” e Silvestro immobile “ Vieni piccolo, la pappa buona/” Nulla. Silvestro rimane immobile: era anche completamente sordo e con pochissimo olfatto!!! “E adesso come farò a chiamarlo, non mi sentirà; come farò a portarlo a passeggio senza poterlo avvertire che ci sono marciapiedi, scalini, ecc.? Come farò a dirgli di curare la casina perché vado a lavorare ma poi ritorno? Penserà che lho abbandonato anch'io!!!” Un momento di panico indescrivibile. Io con Silvestro comunico solo con le mani. Con le mani e col cuore. Il feeling tra noi è un linguaggio che sostituisce la parola e lui, per riconoscenza, non ha smesso mai di imparare e sorprendere!!
Gli ostacoli
Malgrado in canile vivesse in uno spazio aperto non ha avuto problemi per ambientarsi in una casa arredata; sono bastati 2 giorni per memorizzare ogni ostacolo e per imparare a sporcare soltanto quando si fa la passeggiata. Crescendo, in qualsiasi posto nuovo arrivasse, lo accompagnavo col guinzaglio a fare un sopralluogo e nel giro di un paio di ore evitava qualsiasi testata, forse aiutato dalla memoria, forse dall'istinto, forse dal movimento dell'aria, forse da..chissà!
Vince il più furbo…
Grandiosa è stata la sua tattica, quando ha scoperto che, oltre alla sua cuccia, esisteva un letto matrimoniale per dormire. Più volte in una notte saliva sul letto e sempre mi dovevo alzare per farlo scendere. Ma non si è dato per vinto “ Non posso saltare sul letto perché questa si accorge e mi caccia e quindi…faccio come la pantera rosa… ” Sembra impossibile, ma io me lo trovavo ai piedi del letto e non mi spiegavo come avesse fatto. Una notte l'ho scoperto: dall'angolo sinistro, piano piano, prima con una zampa, poi con le altre, senza sobbalzi, si adagiava lentamente controllando le mie reazioni… Che fare? Premiarlo per questa sua grandiosa scoperta! E da allora, non mi vergogno dirlo, nel lettone siamo in tre.
La spazzola !!!! E adesso a passeggio!
Un mistero che nessuno è mai riuscito a capire. E' uno dei tanti episodi della giornata che ha dell'incredibile. E' mattino, qualsiasi ora del mattino, le 7, le 8, le 1 0. Silvestro dorme un sonno profondo, nel lettone, naturalmente. Mi lavo, preparo colazione, bagno le piante sul terrazzo, faccio, insomma, quello che serve prima di andare in ufficio, mi vesto e vado in bagno per pettinarmi.(E' l'ultima cosa che faccio prima di uscire con Silvestro.) E nel preciso istante che prendo la spazzola in mano sento lo zompo di Silvestro che si butta giù dal letto e si pianta davanti al bagno. Alza la testa, come se mi guardasse, e comincia ad abbaiare……abbaia, abbaia, senza smettere mai. “ Adesso sai dove devi aspettarmi”, vado in cucina, lui obbediente mi segue, si siede tranquillo, chiudo la porta e lui aspetta, fiducioso, in silenzio. E' sicuro che presto uscirà!
Un peluche vivo, che pacchia!!!!
Non posso rincorrere con la palla, non posso giocare con gli altri cani, non posso rotolarmi nei prati, non posso giocare a nascondermi. Mi diverto invece moltissimo ad afferrare con la bocca un groppone di calze lunghe oppure dei peluche ciondolanti che la mia padrona mi fa dondolare davanti al naso. Uno su dieci riesco ad afferrarlo, poi mi arriva anche il premio! Una sera stavo camminando sotto casa ed improvvisamente mi arriva sotto al naso un affare peloso, che si muoveva molto velocemente. “ Che razza di gioco è questo ?” Mi sono chiesto. Era molto divertente ma difficile da prendere. “Eccolo! Ce l'ho fatta !” L'ho azzannato e l'ho sbatacchiato da tutte le parti, sempre più divertendomi perché questo COSO si muoveva come un matto! E'stato divertentissimo! Sapete cos'era? Un cagnetto tutto pelo, piccolissimo, di quelli che cercano sempre di dar fastidio ai grandi.
“Signora, non lo faccia avvicinare,” si era raccomandata la mia padrona, “perché il mio cane non vede e lo confonderebbe per un peluche”, ma la signora non ha ascoltato….
The best in show
Abbiamo partecipato per contribuire ad aiutare i cani abbandonati, per trascorrere una bella giornata all'aperto con altri cani e fare amicizia, non certamente pensando di vincere ma per divertirci, e ci siamo divertiti tantissimo! I premi erano molti, 3 per ogni categoria.
Inizia la sfilata, ogni cane col suo numero di iscrizione, accompagnato dal proprio padrone, sfila facendo tutto il giro della pista. C'è chi salta, chi tira, chi annusa da altre parti, chi punta le zampe, chi fa pipì sulla gamba del padrone…era divertentissimo!
Ed ecco il turno di Silvestro. Allegro, con la sua codona riccia sempre più in su, spavaldo, dritto sulle sue zampe, sicuro di se, come se avesse capito l'importanza della sua situazione, sfila con grande disinvoltura. Un cenno alla sua storia, come per tutti i concorrenti e gli applausi sono fragorosi!
La giuria si ritira per decidere ed iniziano le premiazioni: vince il cane più panzerotto, il cane con le orecchie più grandi, il cane che più assomigliava al padrone, il cane più piccolo e quello più grande, il cane più simpatico, il cane più colorato, quello più vivace, il cane “più fedele”.Tutte caratteristiche non possedute da Silvestro. Ma mentre finiva la premiazione dell'ultima categoria, si sente: “Attenzione signori, c'è ancora un premio, il più importante. La giuria all'unanimità ha deciso che la coppa THE BEST IN SHOW, viene consegnata a Silvestro” il cane cieco e sordo, adottato da un canile. E gli applausi per il mio grande cane sono stati ancora più scroscianti!
Sono un divo televisivo
Alla sfilata dei cani fantasia hanno partecipato anche giornalisti della TV e dopo pochi mesi è arrivato un invito da Roma. In una trasmissione sugli animali, condotta da Cecchi Paone, volevano a tutti i costi presentare il caso di Silvestro con lo scopo di sensibilizzare gli spettatori e di incoraggiarli ad adottare qualsiasi cane, non solo quelli belli o di razza, ma soprattutto quelli che hanno bisogno di una carezza.
Ed ecco la partenza per Roma in macchina, l'apparizione in Televisione dove tutti hanno potuto constatare che il cane, malgrado le sue menomazioni, ha solo bisogno di ricevere sicurezza dal padrone. Tutto il resto passa in seconda linea. E spero che dall'intervista e dal breve racconto sulla vita di Silvestro il pubblico possa avere percepito almeno in parte quello che era il nostro obiettivo.
Ed approfitto anche per ripeterlo in questo breve volume: “Andate in un canile per rendervi conto del bisogno di affetto che hanno quei poveri animali! Non è il giardino di cui hanno bisogno, ma solo di una carezza, di un amore grande, che vi verrà ricambiato all'infinito!”
e anche un attore…
Anche Paolo Limiti - che conduceva la trasmissione AMO GLI ANIMALI - ha voluto raccontare la storia di Silvestro con una ripresa televisiva per poter dimostrare quanto può imparare un cane cieco e sordo.
Ed ecco il giorno della ripresa sul Lago Maggiore, a Maccagno. Per raggiungere il lago dalla nostra casa bisogna scendere 2 rampe di scale per un totale di 52 gradini, percorrere un ciottolato che gira intorno alla chiesetta, ed infine altri 37 gradini in pietra e sassi, tutti sconnessi, con una curva finale tipo scala a chiocciola.
Il mitico Emilio Nessi, autore di tutti i servizi della trasmissione AMO GLI ANIMALI, si è consultato con noi per stabilire le modalità della ripresa. “Semplice” abbiamo risposto, “è sufficiente aprire la porta di casa e Silvestro si catapulta diretto fino al lago”. Nessi era assolutamente perplesso. Impossibile. Un cane cieco e sordo che corre giù dalle scale da solo?
Siamo pronti. Il cane è chiuso in casa da solo, io sono all'esterno. La porta si apre e Silvestro parte, senza sbagliare un gradino, giù, giù, giù di corsa, le prime due rampe, il ciottolato intorno alla chiesa, i gradini in pietra e sasso sconnessi, la scala a chiocciola, infine la passeggiata lungo il lago.
Incredulo, allibito, senza parole, Emilio Nessi non è riuscito neppure filmare tutta la ripresa perché non è stato capace di scendere alla velocità del cane quei gradini di pietra sconnessa con la cinepresa! E sconvolto ha detto: “Mi dispiace, dobbiamo rifare tutto perché se porto un filmato così, nessun telespettatore potrebbe credere che il cane non vede e non sente. Dobbiamo mettere sulle scale delle scatole vuote e ricominciare tutto da capo.” E così abbiamo fatto. Il cane chiuso nuovamente in casa, la porta riaperta e Silvestro riparte senza sbagliare un gradino, giù, giù di corsa, fino al lago, facendo volare all'aria tutte le scatole vuote incontrate sulle scale.
Soddisfatto il nostro caro Amico (lo è diventato grazie a Silvestro di cui si è subito innamorato) è ripartito per Milano ed ha preparato un bellissimo servizio che terminava con queste parole:”Silvestro è un cane felice e vede con gli occhi della sua padrona”. Grazie Emilio, per la tua professionalità e per tutti i servizi che hanno salvato animali maltrattati, in particolare nei canili Lager che hai scoperto!
Salvarlo o addormentarlo?
E' accaduto tutto in un attimo 4 anni fa. Si è accasciato, tremava. Una telefonata al veterinario, una corsa nella notte di 40 km per arrivare alla clinica veterinaria dove già ci aspettavano. Una visita, un'ecografia e subito la diagnosi: una macchia scura nella milza. Forse un intervento immediato avrebbe potuto salvarlo. Il mondo mi è crollato addosso. Ma subito la mia decisione. Avevo promesso a Silvestro che mai lo avrei fatto soffrire di fronte ad una brutta malattia e quindi, con le lacrime agli occhi ho deciso: “Addormentatelo, non deve soffrire un minuto di più”. “Possiamo tentare, se troviamo il peggio lo faremo”. L'attesa è stata interminabile. Dopo circa 2 ore l'intervento era terminato: Non un tumore, ma un ematoma alla milza. Non mi sembrava vero!!!!!!!!!! L'intervento era riuscito perfettamente ed al secondo giorno dovevo portarlo a casa ma una brutta polmonite lo ha aggravato al punto di fargli una trasfusione e di tenere l'ossigeno per 48 ore. Sono stata seduta dentro la gabbia con lui per 7 lunghissimi giorni, E così è stato! Solo un miracolo lo ha tenuto in vita, e lui ha lottato con tutte le sue forze, forse solo per non abbandonarmi!.
Silvana Perone, 24 giugno 2008