Disautonomìa Felina (Sindrome di Key-Gaskell)
© dott.ssa Annaluce Costabile
Il nome della malattia si riferisce ad un quadro sintomatologico caratterizzato da svariate alterazioni vegetative.
Questa condizione viene anche indicata come sindrome di Key-Gaskell dal nome di coloro che la segnalarono la prima volta in Gran Bretagna, dove si distinse per la notevole diffusione. Casi isolati sono stati succesivamente osservati anche in altri paesi europei(Norvegia, Francia, Belgio, Germania, Austria etc ) ed extraeuropei.
L’eziologia della sindrome è sconosciuta, ma nel gatto le molteplici segnalazioni all’interno di una stessa colonia,orientano il sospetto verso la matrice infettiva o tossico- metabolica. Tuttavia,non è stato possibile riprodurla sperimentalmente.
Non sono descritte predisposizioni di razza o sesso.
I soggetti più giovani sono i più frequentemente interessati.
Trattasi di una sindrome più ricorrente nel gatto che nel cane.
Sintomi e Segni Clinici
L’esordio è quasi sempre acuto e caratterizzato da un interessamento del sistema nervoso vegetativo simpatico e parasimpatico.
Sono descritti vomito o rigurgito, quest’ultimo secondario a megaesofago individuato radiograficamente. Sono possibili casi di broncopolmonite ab ingestis.
Segue occasionalmente una prima fase di diarrea costantemente succeduta da severa coprostasi e dilatazione vescicale. Dopo una prima fase di replezione vescicale, segue frequentemente una condizione d’incontinenza urinaria.
Si apprezza midriasi bilaterale, talvolta anisocoria, raramente pupille a D, scomparsa del riflesso pupillare sia diretto che indiretto, procidenza della terza palpebra.
L’esame del fondo dell’occhio non evidenzia disturbi della visione.
Il paziente presenta,inoltre, secchezza delle mucose di naso e bocca e ridotta secrezione lacrimale(test di Schirmer <5mm/min) e salivare.
Talvolta è manifesto il coinvolgimento del sistema nervoso somatico dimostrato da ritardi della propriocezione.
Il riflesso perineale è sporadicamente assente nel gatto, differentemente dal cane affetto dalla stessa sindrome( nel quale la prognosi è pressoché costantemente infausta).
Diagnosi
Clinica in quanto il quadro sintomatologico è patognomonico.
Terapia
E’ sintomatica di sostegno:
Lacrime artificiali per prevenire danni corneali,supporto nutrizionale (eventualmente tramite sonde), fleboclisi per controllare la disidratazione, svuotamenti manuali della vescica per impedire lesioni da sovradistensione e ricorso a lassativi per ridurre la costipazione.
Prognosi
E’ generalmente sfavorevole. Se l’entità dei sintomi è lieve, dopo un decorso di settimane o mesi, si assiste ad un miglioramento. I casi di remissione sono stimati intorno al 20-30% nel gatto.
Nel cane i casi di guarigione sono eccezionali.
Anatomopatologìa
Segni evidenti di degenerazione delle cellule nervose contenute nei gangli ortosimpatici e parasimpatici anche a carico dei nuclei dei nervi cranici III, V, VII, X, XII, dei neuroni del midollo spinale e dei gangli spinali.
Megaesofago, persistenza di feci nel grosso intestino.