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L'ARTICOLO DEL DIRETTORE

Prendo in prestito questo articolo apparso su IL GIORNALE, una storia vera e bellissima che ci offre uno spunto di riflessione

Il cane Hoppa, storia d'amore o accanimento terapeutico?

di Oscar Grazioli

05 marzo 2010.

 Fino a che punto è generosità, affetto, amore e fino a che punto è egoismo, cattiveria, accanimento terapeutico? Questa volta la domanda è all’inizio e non in fondo, ma cambia poco. Molti che hanno seguito la vicenda di Hoppa se lo sono chiesti e quindi è giusto perdere qualche minuto a rifletterci sopra.

Ma veniamo, prima di tutto, a chi è Hoppa e perché parliamo di lui? Hoppa è un cane bastardino di quattro anni che ha avuto la triste sorte di nascere privo delle due zampe anteriori, una malformazione piuttosto rara, ma molto grave. Nonostante la disabilità il suo proprietario non lo ha fatto sopprimere, come il veterinario che lo aveva visitato aveva consigliato, ma ha tentato di tenerlo fino a quando si è reso conto che stava diventando un’impresa troppo ardua per sè e per il cane.
A questo punto l’idea dell’eutanasia prendeva decisamente piede. La sua storia però è venuta a conoscenza di Avi Kozi, presidente dell’Ente per la Protezione degli Animali israeliano, il quale lo ha adottato e portato a casa sua dove Hopppa si è trovato assieme a una mezza dozzina di fratelli sfortunati, tutti recuperati feriti, più o meno gravemente, in mezzo alla strada. Avi si è poi rivolto alla facoltà di veterinaria dell’università di Tel Aviv, città dove Hoppa è nato, chiedendo aiuto a docenti e studenti.
Un ingegnoso studente, Nir Shalom, che già in passato aveva costruito ardite protesi per cani e gatti, si è messo al lavoro e, dopo poco tempo, dalle sue mani è uscito un particolare carrello, in grado di far camminare Hoppa, anche se ovviamente in modo innaturale. Si tratta di una sorta di ”giubbotto a rotelle” che potete trovare fotografato ormai dappertutto su Internet, applicato al cucciolo. La storia di Hoppa infatti ha girato il mondo.
Ora i veterinari e lo studente ingegnoso stanno studiando alcune protesi che potrebbero donare un’andatura quasi naturale a Hoppa, affrancandolo da quel dispositivo ingegnoso, ma speriamo transitorio, che lo ha fatto diventare ormai famoso in tutto il mondo come “the roller dog”. Avi ha affermato a una TV locale che, se anche le protesi non funzionassero, Hoppa è felice lo stesso di “camminare “ con le sue rotelle e “penso” ha detto” che la speranza di qualunque cane sia quella di avere affetto e attenzione in ogni momento della sua vita da parte del proprio padrone.”
Personalmente conosco almeno due cani in simili condizioni: un piccolo Yorkshire che da anni viaggia sul suo carrellino a rotelle apparentemente felicissimo di stare al mondo e un Pointer, rimasto paralizzato, che il cacciatore ha voluto tenere in vita portandolo a passeggiare in mezzo ai prati con una robusta fascia che gli solleva il di dietro. E allora si torna alla domanda iniziale. E’ giusto? E’ sbagliato? Vale la pena? E’ eccessivo? La mia risposta credo siate in grado ormai di conoscerla.
 

© Manuela Valletti Ghezzi

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